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I moduli sono dei brevi corsi che intendono approfondire tematiche particolari

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Potranno essere svolti, secondo l’opportunità, nei vari vicariati della diocesi.

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PICCOLA INTRODUZIONE ALL’EBRAICO BIBLICO E ALL’EBRAISMO

Anno 2019-2020

Mio padre era un Arameo errante (Dt 26,1-10)

Docente: Prof. Piero Stefani

Il lunedì ore 18,30 – 20,30
dal 23 settembre al 16 dicembre 2019

Istituto di Cultura Casa Giorgio Cini. 

Lo scopo è di apprendere gli elementi base della lingua ebraica e, attraverso di essi, essere introdotti al alcuni aspetti rilevanti del mondo ebraico biblico e postbiblico. Per questa ragione si è scelto come passo biblico di riferimento un brano del Deuteronomio che da un lato rievoca la figura biblica fondamentale dell’esodo e dall’altro forma la base di una sezione portante del racconto letto nel corso della cena pasquale ebraica.

Dopo un’introduzione generale riservata alla presentazione della lingua ebraica, il corso si articolerà nelle seguenti tappe:

  • Conoscenza dell’alfabeto e delle vocali.
  • Capacità di traslitterare una parola ebraica nell’alfabeto latino e viceversa.
  • Lettura a campione di versetti biblici.
  • Ricerca di lemmi sul vocabolario.
  • Conoscenza degli articoli, pronomi  e delle principali preposizioni.
  • Maschile, femminile, singolare, plurale, duale.
  • Inquadramemento generale del sistema verbale ebraico.
  • Lettura, traduzione e commento grammaticale ed esegetico di Deuteronomio 26,1-10.
  • Ripresa nel testo di Dt all’interno dell’ Haggadah di Pesach (testo recitato nel corso della cena pasquale ebraica) e introduzione al Seder (cena pasquale).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Precondizioni

Non è richiesta alcuna specifica conoscenza linguistica di partenza.

È consigliato familiarizzarsi preventivamente con l’alfabeto ebraico, facilmente scaricabile da internet, o ottenibile all’atto dell’iscrizione.

Testimoni

«Trovo un significato nel leggere l’ebraico sillabando faticosamente e sempre nell’incertezza della giusta pronuncia di fronte alle aspirate, alle gutturali, alle vocali lunghe e brevi.  Non capisco quello che leggo se non deducendolo penosamente da una traduzione molto letterale: ma basta che riesca a ritrovare una delle pochissime radici note, a scoprirla sotto una vocalizzazione strana, in mezzo a suffissi e prefissi, e mi commuovo come se toccassi Dio»

Sergio Quinzio